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21 novembre 2009
L'arte della composizione damistica - 12 (fine)
Cari amici,
eccoci così giunti all'ultimo post dedicato all'arte della composizione damistica. Sarebbe stato più preciso intitolare questa serie di articoletti "Posizioni tipo per i solutori" ma, avendo condito il tutto con un pò di storia (il che non fa mai male in moderate quantità) non sono riuscito a trovare un titolo più calzante. Ma non credo che ciò sia un problema. Passiamo quindi ad illustrare questo ultimo articoletto.

Un pò di storia

Se Francia ed Olanda in campo damistico dettarono legge sia nel gioco vivo che nella composizione dal XVIII fino alla prima metà del XX secolo, all'epoca c' era un Paese che di sicuro non era attivissimo in campo internazionale ma aveva sia degli ottimi teorici che compositori di prima classe: l'Impero Russo.
Nella terra degli zar il gioco della dama era largamente giocato sia dalle masse popolari che dalle fasce alte della società (un loro grande cultore era Pietro il Grande), nonostante godesse però di un prestigio inferiore a quello degli scacchi. Il primo libro di dama pubblicato in terra russa fu il "Manuale dei fondamenti della dama", scritto dal Maestro scacchista Aleksandr Dimitrievic' Petrov nel 1827. Si trattava di un manuale di dama russa, che si gioca sul tavoliere a 64 caselle.  Le regole sono assai simili a quelle della dama a cento caselle eccetto  due: 1. la presa è obbligatoria ma non maggioritaria; 2. un pezzo promosso a dama continua la presa.
 
Un grande impulso allo sviluppo della teoria della dama russa lo diedero però teorici e giocatori assai profondi, capeggiati da Sargin, Bodjanski e i fratelli Shoshin.

Per quanto riguarda la dama internazionale, però, il maggior rappresentante russo dell'epoca prerivoluzionaria fu il Sargin (1859-1921), studioso di storia sia scacchistica che damistica e compositore di finali. Sargin fu assai fecondo come scrittore e pubblicò su varie riviste europee: per la dama a 100 caselle ricordiamo le apparizioni dei suoi articoli (1895-96) sulle riviste francesi "La Patrie", "La Strategie" e "Le jeu de dames".

Ecco un suo finale



1. 14-20! (24-29)

Se 1...24-30 il Bianco vince con 2. 1-6 (15x24) 3. 6-33

2. 1-40! (34x44 o 24) 3. 45-50 e 4. 50x15 e la Dama avversaria è intrappolata.

In Russia la dama internazionale restò oggetto di studi e ricerche da parte di una ristretta cerchia di specialisti. Dopo la Rivoluzione d'Ottobre al gioco a cento caselle  fu dedicata una monografia pubblicata nel 1939 "La dama a 100 caselle" di Giljarov, seguita da un torneo nazionale nel 1941 (vinto dall'asso della dama russa Sokov, morto in battaglia nel 1943).
L'exploit dei damisti sovietici, supportati dallo Stato ma anche da una schiera di valenti teorici ed allenatori, avvenne nel 1956 e dura tuttora.
Anche nella composizione i russo-sovietici (oggi ex-sovietici) ebbero dei veri artisti della composizione. Per motivi di spazio dovremo limitarci a nominare solo i principali: Kovrizhkin, Kachushka, Stanovskij, Shmid, Vitoshkin.


Ecco ora l'ultima posizione fondamentale (un pattern, per dirla all'inglese) presentata da G. Avid   per poter risolvere con successo un problema di dama

J. Scheijen



Mossa al Nero, il Bianco vince

a) 1...(34-30) 2. 2-35 (40-45) 3. 35-44 (6-11) 4. 16x7 (45-50) 5. 44-6 (50-45) 6.7-1
b) 1...(6-11) 2.16x7 (35-40) 3.2-35 (40-45) 4. 35-44 . Nota: si vince anche con 2. 7-1.

Termina così il nostro ciclo sulle posizioni-tipo per risolvere un problema. Spero che queste poche noterelle possano essere d'aiuto a qualche appassionato di dama che si diletti a risolvere i problemi presentati in "Damasport" o altre riviste specializzate.

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18 ottobre 2009
L'arte della composizione damistica - 11
Cari amici, scusate il lungo silenzio ma ho avuto un poco da fare. Oggi passo ad illustrare l'unidicesima posizione da tenere a mente per padroneggiare l'arte di risolvere i problemi di dama. Ma prima passiamo alla rubrica

Un pò di storia

Un altro grande Paese damistico, l'Olanda, vide la pubblicazione della prima opera di dama a 100 caselle nel 1785 circa ad opera di Ephraim van Embden (1790-1828). Questi fu un compositore le cui creazioni sono ancora oggi considerate dei classici.
Altro famoso problemista olandese fu Pieter CURTEN (1767-1840). Per tutto il XIX secolo l'Olanda avrà molte pubblicazioni a stampa sulla dama internazionale, ma si trattò soprattutto di opere mirate principlamente al gioco vivo. Un'opera interamente consacrata al problema fu invece "Damproblemen" (senza data di pubblicazione), scritta da C. Blankenaar (1876-1953).

Nel XX secolo però, la scuola problemistica olandese, concorrendo creativamente  con quella francese, ebbe dei rappresentanti davvero di prim'ordine: il campione Benedictus Springer (1897-1960);  il celebre compositore Gortmans, l'indimenticato autore di "1001 miniaturen" (1939), che tanta influenza ebbe su Germain Avid; Moser, autore de "Il finale nella dama".
Oltre a Springer, un altro fortissimo Grande Maestro del gioco vivo che si ha ricvolto l'attenzione alla compsizione è stato Harm Wiersma, con la sua pregiata opera "Damminiaturen":

Ed ora passiamo ad illustrare l'undicesima posizione



Il Nero muove, il Bianco vince

1... (16-21) forzata 2. 6-1 (21-27) 3. 44-40 (45x34) 4. 1x40 (27-32) 5. 40-29 (32-37) 6.29-47 e vince




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20 settembre 2009
L'arte della composizione damistica - 10
Nel periodo tra le due Guerre Mondiali in Francia iniziò il suo cammino damistico un giovane di nome Germain Avid (1901-1989).  Nel 1932 , dopo alcuni insuccessi iniziali, vinse il primo premio in un concorso indetto dalla rubrica damistica del quotidiano "Le Havre-Eclair". Incoraggiato da tale buon risultato, il giovane compositore si dedicò sempre più al problema, pubblicando  sulla stampa nazionale ed estera sotto lo pseudonimo di A. Germain. 
Avid ebbe buoni risultati e condusse un intenso lavoro analitico volto a scoprire ed elaborare le leggi della composizione damistica, allora assai empiriche. La svolta avvenne nel 1939, quando uscì il lavoro di Gortmans "Les 1001 miniatures", in cui vennero pubblicate per la prima volta, in forma seppur rudimentale, i primi principi per comporre un problema damistico. Avid approfondì gli studi e nel 1959 pubblicò il suo lavoro "Le probleme de dames et sa technique" (Il problema di dama e la sua tecnica), ove espose i principi compositivi per elaborare un problema.
Avid fu anche un attivo propagandista (insieme a Pierre Lucot fu una colonna portante della rivista "Effort" che esce ancor oggi) e dirigente della Federazione Francese, nonché membro della Federazione Internazionale dei Problemisti (la KVD).

Ecco il suo primo problema premiato

G. Avid (pubblicato in "Le Havre-éclair", 1932, 1° premio)



Il B muove e vince

Soluzione: 44-40 (19x28); 39-33 (28x39); 48-43 (39x48); 40-34 (30x39A); 43-43 (48x31); 26x37 (39x48); 29-24 (48x17) 24x2 e vince
Nota:
A) ... (48x31); 37, 43, 24 ecc. e vince

Ed ecco la decima posizione fondamentale

(van Embden)



Nero muove, Bianco vince

Soluzione:  ...(39-44); 32-28 (44-50A); 28-6 (35-40); 45x34 (50-45) 6-1 e vince
A) ...(44-49); 28-44 seguita da 45x34 e vince


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4 settembre 2009
Aggiornamento links: produttori di articoli per dama e scacchi
Cari amici,
siccome in Italia, a parte la FID  pare non ci sia nessun altro che venda articoli per la dama internazionale a prezzi ragionevoli, ho pensato di mettere nei links a destra anche due rimandi riguardanti la GNIADEK e la WEGIEL (pron. Wenghiel). Si tratta di due aziende polacche che producono bellissimi completi di scacchi e dama in legno a prezzi davvero interessanti. Provare per credere!
Per coloro che non comprendono il polacco, le pagine web hanno anche la versione inglese.
Auguro a tutti di fare buoni acquisti!

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3 settembre 2009
L'arte della composizione damistica - 9
Un pò di storia

Nel XX secolo la letteratura damistica francese dedicata al problema si fa meno copiosa ma non per questo meno interessante. Anzi.
Il Novecento è il secolo, oltre che dei grandi giocatori francesi e olandesi, anche dei compositori e problemisti transalpini  e dei Paesi Bassi (su questi ultimi pubblicherò un post dedicato).

Nel periodo in questione, in Francia usciranno alcune preziose ed interessantissime opere dedicate al problema ed al finale.

Nel 1901 uscì, ad opera di FJ Bolzé (1847-1913), presidente del Circolo Damistico di Lione, il trattatelo dedicato al finale di tre Dame contro una "Trois dames contre une" (Lyon, 1901). Nel 1921 J. Bergier pubblicò "200 problemes" (Arles, 1921). Nel 1935, a cura di Albert Lecocq, fu pubblicato a Rouen il lavoro "Manoury. 75 compositions sur diagrammes".  L anno seguente uscirono, rispettivamente,   "250 positions nouvelles" di Isidore Weiss e "120 problemes du jeu de dames" di armand Bouquet. Fu in questo periodo che iniziò a farsi notare un giovane compositore, Germain Avid (1901-1989). Di questo brillante maestro problemista parleremo nel prossimo post.


Ed ecco ora la nona posizione fondamentale per la soluzione:



(Pernet, 1905)

Il Nero muove, il bianco vince

...(21-26); 4-15 e ora, se:

I) ...(16-21); 15-4 (21-27A); 4x36 (5-10); 36-41 (10-15); 41-37 (15-20); 37-42 (20-25); 42-48
A) ...(26-31); 4x36 (5-10); 36-41 (10-15); 41-32 (21-26); 32-37 (15-20); 37-42 (20-25); 42-48

II) ... (26-31); 15-42 (31-36A); 42-37.
A)... (5-10); 42x26 (10-14a); 26-37 (da 14 a 25); da 37 a 48 (16-21); 48-43 (21-26); 43-48.
a)...(10-15); 26-3

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30 agosto 2009
L'arte della composizione damistica - 8
Un pò di storia

Il XIX secolo, per quanto riguarda le pubblicazioni damistiche specializzate francesi, vide il fiorire di un certo numero di periodici. Inizialmente le rubriche di dama, sebbene apparissero qua e là nei quotidiani principalmente sotto forma di problemi da risolvere, fecero la loro comparsa sulla stampa  scacchistica: la serie fu iniziata da  "Le Palamède" (precisamente dal 1838 al 1839 e poi da febbraio 1842 ad aprile 1843). Seguirono poi le riviste "Le Palamède Francais - Revue des Echecs" (ott. 1864-nov. 1865) , "La Stratègie" (dal 1872 al 1909), "L'Echiquier d'Aix" (dal 1878 al 1886).

Il primo periodico francese interamente dedicato alla dama fu "La Gazette du Jeu de Dames" (uscita da maggio 1886 a febbraio 1889) diretta da Baledent.

In quello stesso periodo, da settembre 1888 a luglio 1889, uscì "La Tribune du Damiste", appendice francese al quotidiano britannico "Leeds Mercury", diretta da Victor Nicod.

Successivamente, da giugno 1893 a gennaio 1910, i damisti francesi ebbero a disposizione "Le Jeu de Dames - Revue spéciale et mensuelle", pubblicata, diretta e redatta da Eugène Leclerq. Le pubblicazioni di questo prezioso periodico cessarono in seguito alla morte del Leclerq, altra figura molto importante nella storia del damismo francese ed europeo a cavallo tra il XIX ed il XX secolo.

Contemporaneamente alla rivista del Leclerq, ma con una vita più breve (dal 1899 al 1900), uscì anche "La  Tribune des Damistes", diretta dal Baledent.

Per quanto riguarda le raccolte di problemi, allla fine dell' 800 non apparvero opere specializzate degne di rilievo. Ma di questo si parlerà nel prossimo post.

Ed ora, passiamo ad esaminare l'ottava posizione finale nella risoluzione dei problemi di dama:




Il Nero muove, il Bianco vince

Variante I:   ...(11-17); 3x26, (15-20); 26-42, (20-25); 42-48, (16-21); 48-43, (21-26), 43-48

Variante II:  ...(16-21); 3x26, (15-20A); 26-42, (20-25); 42-48, (11-17); 48-39, (17-21 e poi fino a 26) 39-43 e poi fino alla casa 48, controllando e bloccando entrambi i pezzi neri.
Nota A) ...(11-16) 26-3

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25 agosto 2009
L'arte della composizione damistica - 7
Un pò di storia

A partire dal 1860 la Francia ebbe una seconda ondata di opere damistiche dedicate alla composizione, alcune delle quali a tutt'oggi sono considerate delle vere e proprie gemme.
Elencheremo qui le maggiori:

1861: Grégoire Grégoire pubblicò una seconda raccolta di problemi dal titolo "Guide manuel illustré du jeu de dames", una raccolta di 140 pagine contenente 153 problemi "ortodossi" e 26 composizioni di "dama vinciperdi".

Nel 1862 Ch. Alix pubblicò una raccolta di 100 problemi intitolata appunto "Cent coups de dames", (222 pagine).

Nel 1864, invece, Armand Leboucher (che di professione faceva il cuoco ed abitava a Dieppe) pubblicò un volume contenente 140 lezioni di dama basate su problemi e tiri eseguiti nel gioco vivo.

Si arrivò così al 1877, anno in cui l'abate Durand, noto anche come teorico scacchistico, pubblicò il suo lavoro (con una tiratura di 250 copie, oggi rarissimo e quasi introvabile) "Théorie scientifique et pratique du jeu de dames à la polonaise", contenente un centinaio di tiri.

Le opere finora trattate contenevano quasi tutte composizioni originali degli autori e ciò, insieme anche ai lavori compsitivi pubblicati sulla stampa periodica dell'epoca, costituiva un ingente quantità di materiale davvero invidiabile.
Un forte giocatore di Amiens, Georges Baledent , così come aveva fatto prima Poirson-Prugneaux circa trenta anni prima si incaricò di raccogliere tutto lo scibile damistico in una sola opera.
Fu così che, tra il 1881 ed il 1887, venne pubblicata la monumentale enciclopedia "Le Damier" (in tre volumi piu un appendice separata , per un totale di 2.100 pagine e contenente 7.000 problemi).

Baledent, della cui figura poliedrica ci occuperemo in un articolo ad essa dedicato, racchiuse nel suo capolavoro tutto ciò che era stato pubblicato in precedenza sul tema della dama: problemi, ma anche saggi storici, poemi e partite complete! Una vera miniera per l'appassionato che ha il privilegio di possedere quest'opera!

Nello stesso periodo (1883) Norbert Crassier, amico e maestro del Baledent,  pubblicò una raccolta di 83 problemi "Recueil de 83 problèmes du jeu de dames ", opera anch'essa introvabile di cui però fortunatamente c'è ancora una copia alla Biblioteca Nazionale di Parigi.

Passiamo ora ad esaminare la settima posizione fondamentale fornita da G. Avid.



Blonde (1800)

Il N muove, il B vince

... (38-43A); 23-28 (43-48 o 49);  28-37 o 44 seguira poi, a seconda della presa del Nero, da 26x37 o da 35x44.
A) ...(38-42); 23-37 seguita da 26x37 e il B vince




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23 agosto 2009
L'arte della composizione damistica - 6
Un pò di storia

Dopo la caduta dell'impero napoleonico, in Francia continuarono a venir pubblicate opere specialistiche sul problema di dama. Ecco di seguito l'elenco dei trattati usciti fino al 1860:

1823, "200 nouveaux problèmes récréatifs du jeu de dames" di Laurent Commard, contenente 200 problemi dell'Autore;

1844, "Coups de dames nouveaux d'une exécution très brillante" di H.T. Purtroppo non sono in grado di poter dire granché, essendo quest'opera ormai rarissima e non menzionata nei maggiori trattati di storia.

1845, "Traité du jeu de dames" di Ch. van Tenac, all'interno di un'altra pubblicazione intitolata "Album des Jeux", contenente sette problemi di dama.

Nel 1846 apparve un trattatello anonimo (ma gli esperti sostengono che l'autore fosse un certo Jaffa) con 40 tiri estratti dalla raccolta di Dufour, pubblicata nel 1808 (v. post precedente).

Nel 1847 fu pubblicato, ad opera di Gregoire Gregoire (nome e cognome uguali!) un'interessante raccolta contenente 206 problemi e, per la prima volta in Francia,  le regole del "vinciperdi".

Seguirono poi una riedizione del "Trattato" del Manoury e qualche scritto non originale, finché si giunse al 1855, anno in cui uscì la monumentale "Encyclopédie du jeu de dames" di Poirson-Prugneaux con annesso il preziosi elenco delle "Bibliographies du Jeu de Dames"    di Alliey ( che fu approntata nel 1852). 
L'opera del Poirson-Prugneaux è importante perché contiene tutte le composizioni damistiche pubblicate negli anni precedenti: 4100 problemi e tiri, con annessa la soluzione. L'opera, coma abbiamo già detto, uscì nel 1855 ma il suo Autore purtroppo morì nel 1853 lasciando da terminare ancora 50 pagine di soluzioni. Il compito fu portato a termine da due damisti belgi (Belleroche e Bernard) che terminarono di stilare le soluzioni e fecero la revisione dell'intera opera.
Allegata all' "Encyclopédie" troviamo l'opera di Camille-Théodore-Fréderic Alliey, autore e traduttrore in francese di diverse opere dedicate agli scacchi. Alliey ebbe il grande merito di fornire al Prugneaux il manoscritto del Blonde (con  1270 tiri) ed è grazie a questo bibliografo che abbiamo notizia delle precedenti opere damistiche a stampa e manoscritte. Purtroppo molte delle opere quivi citate  sono andate irrimediabilmente perdute.

Ed ora passiamo ad illustrare la sesta posizione fondamentale, fornita dall'Avid,  nella soluzione dei problemi di dama:



Il Nero muove, il Bianco vince

I variante: ...(28-32); 29-42 (14-19);  42-15 (32-37A) 15-10
A) (19-23) 15-20 (32-37a) 20-14
a)(23-28) 20-42

II variante: ...(14-19) 29-38 (19-23) 38-15 etc.

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17 agosto 2009
L'arte della composizione damistica - 5
Un pò di storia

Nel periodo napoleonico uscirono in Francia diverse pregevolissime raccolte di problemi e finali, ancora oggi  ritenute valide e profonde. Di seguito riportiamo l'elenco di quelle che ci sono pervenute:

Il "Traité de Metz, les 4 jeux de dames" del 1802, con 407 tiri. Sebbene l'unico autore che vi figuri sia il Lallement (il quale redasse solo la parte dedicata alle varianti damistiche eterodosse), occorre notare che la parte della dama a cento caselle fu curata da due suoi collaboratori:  Badelle ( professore di matematica alla Scuola d'Artiglieria di Metz, deceduto nel 1848) e Huguenin, il quale raccolse i 407 problemi (in maggioranza di sua invenzione). 

Nel 1804, a cura di Maillet, fu pubblicata una nuova edizione del "Trattato" di Manoury con l'aggiunta di  82 tiri, tratti dal "libro di Metz".

Nel 1808, ad opera di Dufour,  uscì una raccolta di 516 pagine contenente 625 problemi di dama ("Recueil de coups de dames et de fins de partie difficiles"). Si tratta di una raccolta di composizioni di autori vari e dello stesso Dufour.

Nel 1811 A. A. Everat (commissario della Società Filantropica Parigina) pubblicò una raccolta, di 372 pagine e contenente 465 problemi (inediti!), intitolata "Manuel des amateurs du jeu de dames".

Come si può vedere, dal punto di vista della composizione damistica francese il periodo napoleonico fu molto fecondo.

Sarebbe interessante se tali raccolte potessero venir rese accessibili ai damisti odierni, magari tramite una scansione.

Ed ora passiamo ad illustrare il quinto finale fondamentale:




Il Nero muove, il Bianco vince


....(28-33) 21-16 (22-28A) 16-43 e vince

A) .. (33-39) 16-11 Bianco vince



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14 agosto 2009
L'arte della composizione damistica - 4
Un pò di storia

Manoury, di cui abbiamo parlato  nel post precedente, non era l'unico ad eccellere nella dama a cento caselle. A contendergli il primato c'erano altri due giocatori.
Il primo di essi era il maestro di scacchi e noto musicista André Philidor. Questi nel 1785 fece ristampare il "Trattato" del Manoury (edizione del 1770) aggiungendo due suoi problemi a quelli già esistenti.
Il secondo giocatore, da molti ritenuto il vero Grande maestro della dama alla polacca, era Blonde (1740-1819), di professione dentista. Nel 1798 Blonde fece stampare una raccolta di 40 pagine (intitolata "Coups brillants et fins de parties") contenente 34 tiri. Pare che abbia poi steso un manoscritto con 1.270 tiri, che poi ritroviamo integralmente nella "Encyclopédie du jeu de dames" (1855) di Poirson-Prugneuaux.

Ecco qui una composizione del Blonde



Il Bianco muove e vince

1. 14-9! (4x13) 2.15-10 (27-32) 3.10-4 (13-19) 4. 4-10 e vince

Ed ora passiamo ad illustrare il quarto finale fondamentale:



Muove il Nero. Il Bianco vince

....(22-28) 38-47 (28-32) 47-42

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